La doratura a di foglia d’oro è possibile realizzarla in due modalità.

La più antica, la più bella ma anche la più lunga e la più complessa è la doratura a Guazzo. Questa doratura grazie alla lunga preparazione dell’oggetto da dorare permette in fase finale di far  risaltare la lucentezza e la qualità dell’oro vero.

L’altra, più facile ed economica, è la doratura a Missione. Nonostante l’effetto scenico più modesto rispetto alla doratura a Guazzo è una tecnica molto utilizzata, grazie alla maggiore economicità della lavorazione. Per questo motivo la lavorazione a Missione è eseguita soprattutto  con foglie di oro falso e e se eseguita con foglie di oro vero difficilmente si riesce a farne risaltare la loro lucentezza.

Doratura a Guazzo

E’ un processo lungo composto da fasi ben precise che si susseguono tra loro: ammannitura, stesura del bolo, doratura a foglia e in ultimo la brunitura.

Fase 1. Ammannituraammannitura

L’ammannitura, o stesura del gesso, è la prima fase da cui dipende un buon risultato finale. Per la preparazione del gesso è necessaria la colla di coniglio. Questa colla che si trova in commercio in grani o in fogli si prapara precedentemente lasciandola in acqua (proporzioni corrette sono indicativamente 1:10 – 1:12). Una volta che i grani si sono gonfiati e rammolliti si riscalda l’acqua, facendo però attenzione di non raggiungere mai l’ebollizione.

A questo punto , con un setaccio, si inserisce gradatamente il gesso nel contenitore. E’ fondamentale, per un buon lavoro, che non si mescoli mai in quanto ciò provocherebbe l’inglobamento di bollicine di aria che una volta asciutte diventano dannose irregolarità sulla superficie dell’oggetto da dorare. Continuare ad aggiungere gesso fintanto che la miscela non raggiunge la giusta consistenza per essere stesa con un pennello in uno strato omogeneo non troppo spesso. Se il gesso è troppo denso si vedranno molto i segni del pennello, se troppo liquido non farà il giusto spessore.

E’ importante inoltre che prima di procedere con le mani di gesso si stenda uno strato di colla molto liquida sporcata con del gesso.

Fra una stesura e l’altra dare tempo al gesso di asciugare.

Una volta completata l’ammannitura è buona norma rifinire con dei ferri o raschietti per togliere eventuali eccessi o imperfezioni. Dopodichè va carteggiato con carta vetrata a grana mano a mano più fine. In ultimo per eliminare la polvere e chiudere la porosità, passare velocemente un batuffolo di cotone umido.

Ora la superficie deve risultare perfettamente liscia e pronta per la seconda fase.

Fase 2. La stesura del boloBolo

Il bolo è un elemento indispensabile nella doratura a guazzo, in quanto il suo potere adesivo assieme a quello della colla permette di far aderire la foglia e ne permette la lucidatura o la brunitura.

Lo si trova in barattoli in diverse colorazioni: rosso, giallo, nero. Per la doratura si usa tipicamente il rosso e il giallo mentre il nero viene usato per argentare. L’elevata sottigliezza delle foglie, fanno si che il colore del bolo che si usa vada a modificare l’effetto finale. Quindi usando un bolo di colore rosso ciò che ne risulta è che il colore finale sia più caldo, mentre usandone uno giallo l’effetto finale ha un tono più pallido.

Scelto il colore desiderato al bolo bisognerà aggiungere la colla di pesce da cucina, sciolta in acqua e tenuta sempre calda.

Dalla miscela ne risulta un fluido facile da stendere con un pennello morbido.

A prescindere dal colore finale che si è scelto bisogna partire col dare una prima mano di colla mischiata a poco bolo giallo la quale, una volta asciugata, verrà ricoperta con due mani di bolo giallo, di più se si è scelto il giallo come colore finale. Nel caso invece si sia scelto il rosso ai due strati di giallo vanno aggiunti due o tre mani di bolo rosso, sempre preparato nello stesso modo. Si ricorda che prima di applicare una mano bisogna far asciugare quella precedente.

E’ utile filtrare il bolo con una garza a trama sottile per eliminare completamente grumi o inclusioni.

Fase 3. La doraturaGuazzo

Fatto seccare a dovere il bolo si può passare alla doratura. Di volta in volta si inumidisce una zona di bolo poco più grande del foglio che andrà appoggiato e si lascia che quest’ultimo venga attratto sulla superficie. Qualora siano necessarie più foglie d’oro per il ricoprimento dell’oggetto allora è necessario effettuare una piccola sovrapposizione tra queste.

Data la delicatezza della foglia d’oro e della necessità della pulizia completa della superficie è fondamentale che l’ambiente sia privo di polveri vaganti ne correnti!!

brunitura oro 2Fase 4. La brunitura

La brunitura, o lucidatura, è l’ultima fase della doratura e può essere usata solo per la doratura a guazzo. Tale operazione viene effettuata a mezzo di strumenti particolari costituiti da pietre d’agata di varia forma e dimensione montate su impugnature di legno.

Prima di procedere con la lucidatura è necessario pulire l’oggetto dorato da quelle parti delle foglie che non hanno aderito bene con un batuffolo asciutto di cotone passato lievemente. Fatto ciò si può passare l’agata sulla superficie, mantenendo sempre una direzione e stando attenti a passare in tutti i punti per omogeneizzare l’effetto finale.

Doratura a Missione

Fase 1. Levigatura

Anche nella doratura a missione è importante che la superficie sia ben levigata, riducendo al minimo la porosità del materiale che si andrà a dorare. Questo perchè se si lasciasse la superficie molto porosa, la missione applicata verrà assorbita eccessivamente riducendo l’effetto incollante che altro non è lo scopo per cui si usa la missione.

Fase 2. Stesura della vernice acrilica e della Missionestesura

In sostituzione del bolo, usato nella doratura a Guazzo, è possibile usare una vernice acrilica del colore desiderato. Si consideri che il colore scelto è decisivo per tonalità finale dell’oro. Per questo motivo come per il bolo, normalmente, si usano vernici rosse o gialle. L’esecuzione o meno di questa fase dipende molto dall’effetto che si vuole avere e dalla tonalità che si vuole dare all’oro.

Dopo l’eventuale stesura della vernice scelta è consigliabile levigare bene la superficie con carta vetrata finissima.

A questo punto è possibile applicare la missione. Vi sono due tipi di missione: all’acqua (o vinilica) e a vernice (o all’olio). La prima ha tempi di asciugatura molto brevi (15 circa) mentre invece la seconda richiede qualche ora variabile a seconda del tipo di missione acquistato (normalmente 3 h). La lunga attesa è certamente premiata a lavoro ultimato grazie alla brillantezza che riesce a dare all’oro.

Durante la stesura della missione è necessario cercare di applicare uno strato che sia il più ridotto possibile, altrimenti l’eccessiva quantità di materiale elastico agevolerà la rottura della foglia d’oro una volta applicata.

doratura_MissioneFase 3.  Applicazione della foglia d’oro

Una volta seccata la missione sarà possibile applicarci sopra la foglia d’oro. Grazie al potere incollante della missione sarà particolarmente agevole farla aderire alla superficie, meno semplice è fare in modo di applicare la foglia ben distesa. Ecco perchè, anche in questo caso, è utile dividere la foglia di oro prima di applicarla usando i classici strumenti del doratore: cuscinetto e coltellina.

Fase 4. Stesura della vernice di protezione (eventuale)

Dal momento che l’oro nella doratura a missione non si può brunire, come avviene per il guazzo, nel caso si sia usata l’oro vero allora la doratura può ritenersi completata. Qualora si sia scelto di usare l’oro falso, invece, è necessario ricoprire l’oggetto dorato con una strato protettivo di vernice. Questo perchè a causa dell’ottone la foglia tende ad ossidarsi molto rapidamente.

Si può  scegliere se puntare su tecniche antiche, quindi usanre vernici naturali a base di gommalacca oppure optare per vernici acriliche, che in base alla tipologia scelta conferiscono un diverso effetto (lucido, satinato,…).


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