Esistono due possibilità per realizzare una doratura con foglia.

Iniziamo con la doratura a Guazzo, quella più antica, lunga e complessa nella quale si succedono 4 fasi precise: l’ammannitura, stesura del bolo, doratura a foglia e in ultimo la brunitura.

Si definisce ammannitura la stesura del gesso. Il gesso deve presentarsi senza grumi e bisogna unirlo alla colla di coniglio che può essere trovata in grani o fogli e bisogna precedentemente prepararla lasciandola immersa in acqua (proporzioni corrette sono indicativamente 1:10 – 1:12). Una volta che i grani si sono gonfiati, o i fogli ammorbiditi, bisogna riscaldare la soluzione senza arrivare all’ebollizione.
Con un setaccio bisogna, a questo punto, unire il gesso e bisogna stare attenti che non si facciano delle bollicine di aria in quanto darebbero irregolarità alla superficie da dorare.
Bisogna arrivare ad avere una giusta consistenza per poterla stendere con un pennello. Nel caso il gesso fosse troppo denso si vedranno i segni delle setole, nel caso fosse troppo liquido non avrebbe il giusto spessore.
In ogni caso prima del gesso è consigliabile stendere  uno strato di colla molto liquida e sporcata con del gesso. Una volta asciugato è preferibile rifinire l’oggetto da dorare con i raschietti per togliere eccessi o imperfezioni.
Con una carta vetrata a grana fine l’oggetto va carteggiato fino a raggiungere una superficie perfettamente liscia. Eliminare quindi qualsiasi residuo di polvere.

Bolo

La seconda fase è la stesura del bolo indispensabile in quanto con il suo potere collante permette di far aderire la foglia e in seguito di procedere con la brunitura. Lo si trova in diverse colorazioni: rosso, giallo e nero. Per la doratura si usa il rosso o il giallo mentre il nero viene preferito nell’argentatura.
Grazie alla sottigliezza delle foglie il colore del bolo farà si che venga a modificarsi l’effetto finale. Ne risulta quindi che il bolo rosso trasmetterà un effetto più caldo mentre quello giallo un tono più pallido.
Anche al bolo bisognerà aggiungere la colla di pesce precedentemente sciolta in acqua. La soluzione sarà facilmente applicabile con un pennello morbido. Si può dare più mani di bolo senza dimenticarsi di far asciugare la mano precedente. Un altro consiglio è quello di filtrare il bolo con una garza a trama sottile per eliminare qualsiasi grumo.

Guazzo

Finalmente siamo arrivati alla fase vera e propria della doratura. Bisogna inumidire la zona di bolo da dorare sulla quale si andrà ad adagiare la foglia d’oro che verrà attirata dalla superficie.
Nel caso necessitassero più foglie, una piccola parte di ogni foglia dovrà venire sovrapposta.

L’ultima fase è la brunitura e la si può realizzare unicamente con la doratura a guazzo. Questa operazione consiste nel lucidare la foglia d’oro tramite degli attrezzi realizzati con pietra d’agata naturale. Prima di procedere con la brunitura sarà necessario togliere quelle parti di oro che non si sono ben aderite all’oggetto, in seguito si passa la pietra, mantenendo sempre la medesima direzione e prestando attenzione a non rigare l’oggetto.

L’altro tipo di doratura è quella chiamata doratura a missione, che è sicuramente la più facile ed economica. Viene eseguita spesso con foglia di oro falso, mentre nel caso venissero utilizzate le foglie di oro vero, difficilmente si riuscirebbe a far risaltare la lucentezza.

La prima fase consiste nella levigatura del la superficie in modo omogeneo.

stesura

La seconda fase consiste nella stesura della missione, che viene eventualmente anticipata dall’applicazione  e successiva levigatura di uno strato di vernice acrilica del colore desiderato.
Vi sono due tipi di missione: all’acqua, che ha tempi di asciugatura molto brevi e all’olio, con una tempistica superiore alle tre ore ma che garantisce una lucentezza maggiore a lavoro ultimato.
E’ necesario che lo strato di missione applicato sia il più ridotto possibile per evitare la rottura della foglia una volta applicata.

doratura_Missione

Grazie al potere collante della missione sarà semplice far aderire la foglia alla superficie, mentre si riscontrerà una difficoltà nell’applicare una foglia ben distesa. Per questa ragione spesso la foglia viene precedentemente divisa in piccoli pezzi, usando i classici strumenti del doratore: cuscinetto, coltellina e pennellessa.

L’ultima fase è quella della stesura della vernice di protezione che viene data solo nel caso dell’utilizzo dell’oro falso, in quanto la presenza dell’ottone porterebbe ad una rapida ossidazione. Per quanto riguarda invece l’oro vero, quest’ultima fase non è necessaria.


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